Vinitaly, la prima volta dei cinesi: il mercati asiatici salvano il vino italiano

ROMA – Per la prima volta Vinitaly si presenta a Roma: il presidente Riello e il direttore Mantovani hanno scelto Eataly per illustrare le novità della ennesima edizione dei record, prevista a Verona dal 7 al 10 aprile.

E’ la fotografia di una Italia che funziona, esporta e investe quella che esce dalla presentazione della Kermesse di Verona. Una foto a colori in un Paese precipitato nel bianco e nero. Ma sono i mercati mondiali a tenere in piedi il vino italiano. La situazione è chiara: calano i consumi nei paesi tradizionalmente produttori come Italia, Francia e Spagna, crescono in maniera esponenziale Cina e India insieme alla Russia e gli Stati Uniti mentre per la prima volta dal Dopoguerra si registra un rallentamento in Germania e Gran Bretagna.

384mila aziende, 10 miliardi di fatturato, il 50% circa venduto all’estero: questo è il quadro del vino italiano raccontato dal presidente Ettore Riello.

Nei 2012 (dati a novembre incluso) l’export di vino ha segnato un decremento del 9% in volumi ma un aumento del 7% in valori, pari a 4,7 miliardi di euro.

Gli studi più recenti confermano gli Stati Uniti come primo mercato mondiale per volume e valore, davanti a Francia e Italia, con un prezzo medio a bottiglia di circa 10 dolalri.

Gli Usa sono ormai il primo importatore, il quarto produttore e il sesto esportatore mondiale.

La Cina si posiziona al terzo posto per il cosumo di vino rosso con un incremento annuo del 5-6% e una grande attenzione al mercato delle bollicine. Qui l’Italia è al quinto posto e le potenzialità di crescita sono enormi.

Per questo motivo la grande novità è la presenza per la prima volta ufficiale di Pechino a Verona con una delegazione diretta dal ministro cinese per il commercio estero

Insomma, il vino italiano funziona nonostante la crisi e la drammatica stagnazione del mercato interno, al quale un nuovo colpo è stato dato dall’obbligo di pagare a 60 giorni ogni fornitura

Confermata ufficialmente la presenza del padiglione Campania e del Lazio. Quest’ultima sembrava in forse dopo gli scandali che hanno travolto la giunta Polverini, ma alla fine sarà presente, sia pure con una decina di aziende in meno rispetto agli anni precedenti.

 

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