Elogio del Nero d’Avola sul “New York Times”

Nero d’Avola

L’amore di Asimov per i vini siciliani – Un sussulto d’orgoglio per la Sicilia e in particolar modo per Arianna Occhipinti, 31enne proprietaria di alcune vigne a Vittoria, in provincia di Ragusa. Il “New York Times” l’ha definita la «Natural woman» del vino italiano. Una bella soddisfazione per la giovane siciliana, che già tre anni fa era finita sul quotidiano statunitense grazie ai suoi «vini splendidi e multiformi». Il critico del giornale newyorkese, Eric Asimov, ha condotto una degustazione di una ventina di bottiglie siciliane di Nero d’Avola. Un giudizio molto atteso dai proprietari dei vigneti. Alcuni sono stati promossi e altri bocciati. È stata Arianna Occhipinti, però, a posizionarsi prima e a finire, per la seconda volta, sul giornale americano. Asimov ricorda che «la Sicilia è stata per un decennio tra le regioni vinicole più emozionanti del mondo». Ha ammesso di essersi «innamorato di vini rossi e bianchi, vini pieni di freschezza e vitalità, complessità e un senso locale che va dall’Etna a Vittoria». I vini rossi che il critico considera più interessanti sono il Nerello mascalese, che è un vitigno che cresce nella zona dell’Etna, e il Frappato che è un vitigno a bacca rossa presente soprattutto nelle province di Ragusa e Siracusa.

Premiati «i vini della terra, con energia, luminosità e qualche carica di tannini» – Dal punto di vista di Asimov, fino a quindici anni fa, sia il Nerello mascalese che il Frappato erano snobbati in quanto la loro uva era considerata «mediocre». Tutto ciò è stata una conseguenza della crisi di qualità tra gli anni ’60 e ’70, quando la reputazione dei vini siciliani si era piegata a un business internazionale. Dagli anni ’80, invece, «una nuova generazione di produttori di vino ha voluto dimostrare di essere in grado di produrre vini di alta qualità». Una crescita che è avvenuta fino ad oggi, anche se Asimov ha ammesso che molti vini assaggiati l’hanno deluso e sono stati etichettati come «troppo pesanti e costruiti». Se in generale questi vini l’hanno condotto in un’altra «dimensione temporale», soprattutto il vino prodotto da Arianna Occhipinti è stato promosso a pieni voti. «Nessuna sorpresa» per il critico del “New York Times”. «Il suo vino è sempre stato tra i nostri preferiti», ha aggiunto Eric Asimov che ha voluto premiare «i vini della terra, con energia, luminosità e qualche carica di tannini», non troppo dolci e legnosi. Per questo motivo è stata premiato il Nero d’Avola Siccagno 2001 di Arianna Occhipinti, seguito da un vino della cooperativa Centopassi, che opera su terre confiscate alla mafia: il Nero d’Avola Argille di Tagghia Via 2012.

I migliori Nero d’Avola dell’isola – Quest’ultimo vino è stato descritto come «vibrante e luminoso ed è stato un ottimo affare a soli 15 dollari». Il terzo posto, invece, è stato consegnato al Nero d’Avola Nero Sichilli 2011 di Vittorio Savino Sicilia I.G.T. Un vino realizzato con la collaborazione di Salvo Foti, enologo che produce alcuni dei vini più interessanti sull’Etna. Questo vino è stato definito da Asimov «vivace e leggermente tannico». A seguire ci sono il Nero d’Avola 2010 del Barone Beneventano del Bosco Sicilia I.G.T., l’Alto Nero d’Avola 2010 di Tenuta Rapitalà Sicilia, il Tancredi 2009 di Donnafugata Sicilia I.G.P., il Nero d’Avola Lupo Nero 2013 di COS Sicilia I.G.T., il Lamùri Nero d’Avola 2011 di Tasca d’Almerita Sicilia I.G.T., il Nero d’Avola Zisola 2010 di Mazzei Sicilia I.G.T. e il Rosso del Conte 2007 di Tasca d’Almerita Contea di Sclafani.

Vai all’articolo del NYTimes.com

[blogTaormina]

 

Comments are closed.