Expo Milano 2015 patto gastronomico Sicilia-Congo per prodotti tipici

Cluster Bio-Mediterraneo Expo Milano 2015 Pasta alle sarde, fichi e olive nella piazza del Biomediterraneo. Poi lo show africanoPasta alle sarde, fichi e olive nella piazza del Biomediterraneo. Poi lo show africano.

Crostini di pane con pomodorini e olive per rompere il ghiaccio e gettare un primo piccolo ponte tra i popoli. Così han fatto i ragazzi del distretto alimentare agroalimentare siciliano del Calatino, che prima hanno animato la grande piazza comune del cluster BioMediterraneo e al tramonto hanno passato il testimone a Fally Ipupa e alla sua band, la star della Repubblica democratica del Congo, che ieri festeggiava la sua Giornata nazionale. Il palco, dove i giovani realizzano show cooking strepitosi e dove all’una i loro chef avevano cucinato chili di pasta con le sarde e pasta alla Norma, alle 20 è diventano palcoscenico per una performance canora travolgente.

Così da giorni e fino a domenica, Florinda, Walter, Marco, Martino, under 30 di Mineo, uno dei comuni del distretto del Calatino, animano per conto della regione Sicilia il cluster che ospita Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia. E la piazza è una grande calamita, su palco si cucina, in platea si gusta con tutti i sensi, e poi inebriati dai profumi si gusta. Gratis. C’è anche l’asparago con formaggio fresco antipasti tra gli antipasti. E non sono assaggini. Lo hanno chiamato il «menù del Verismo» in memoria di un esponente della corrente letteraria, Luigi Capuana, che a Mineo è nato e del quale ricorre il centenario dalla morte.Così da giorni e fino a domenica, Florinda, Walter, Marco, Martino, under 30 di Mineo, uno dei comuni del distretto del Calatino, animano per conto della regione Sicilia il cluster che ospita Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia. E la piazza è una grande calamita, su palco si cucina, in platea si gusta con tutti i sensi, e poi inebriati dai profumi si gusta. Gratis. C’è anche l’asparago con formaggio fresco antipasti tra gli antipasti. E non sono assaggini. Lo hanno chiamato il «menù del Verismo» in memoria di un esponente della corrente letteraria, Luigi Capuana, che a Mineo è nato e del quale ricorre il centenario dalla morte.

I ragazzi del Calatino si sono portati ad Expo vagonate di olive novelle dell’Etna, olive tonde Iblea, una da tavola Igp di Mazzarrone, fichi d’india di San Cono. Il 3 luglio la giornata sarà impegnata in una dimostrazione della lavorazione del tornio con il maestro Luigi Navanzino. La sera spettacoli («Mare nostrum») con gli artisti del Teatro mediterraneo. E il 5 luglio nuovo show cooking con la pasticceria Salerno e lo chef che mostrerà come si stende la pasta («scorcia») dei cannoli, cui seguirà degustazione, ovviamente. Scorrono litri di vino e assaggi di limoncello al mandarino. Gli under 30 sono gli strateghi che hanno messo insieme, uniti da un marchio comune (Terre del Calatino), piccoli e grandi imprenditori della loro terra. Quella che essi avevano lasciato per studiare e hanno deciso di ritrovare, portando l’esperienza maturata in giro per il mondo. Marco ha lavorato dieci anni in Cina. Walter è agronomo. Florinda laureata in scienze della comunicazione come Martino, Giuseppe con studi di scienze politiche a Londra.

È grazie a loro se oggi a Mineo c’è un albergo diffuso, che crea ospitalità per i turisti senza consumare suolo e colate di cemento, invece recuperando luoghi, ville come appartamenti, rimasti vuoti. È una terra di mezzo il Calatino, luogo di incontro di sapori e culture. «In questa piazza riproduciamo il nostro modo di essere, le nostre sagre. E l’associazione è nata da un’idea, aiutare le aziende che hanno prodotti di eccellenza assoluta ad andare oltre lo stretto di Messina. A supportarci non sono state le istituzioni ma una realtà di cooperazione sociale. Le prime aziende le abbiamo contattate noi, ora sono gli altri che ci cercano».
Paola D’Amico È grazie a loro se oggi a Mineo c’è un albergo diffuso, che crea ospitalità per i turisti senza consumare suolo e colate di cemento, invece recuperando luoghi, ville come appartamenti, rimasti vuoti. È una terra di mezzo il Calatino, luogo di incontro di sapori e culture. «In questa piazza riproduciamo il nostro modo di essere, le nostre sagre. E l’associazione è nata da un’idea, aiutare le aziende che hanno prodotti di eccellenza assoluta ad andare oltre lo stretto di Messina. A supportarci non sono state le istituzioni ma una realtà di cooperazione sociale. Le prime aziende le abbiamo contattate noi, ora sono gli altri che ci cercano».

[Fonte: Cronaca milano.corriere.it di Paola D’Amico]

 

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